La normativa comunitaria e nazionale definisce principi e priorità nella gestione dei rifiuti che partendo dalla minimizzazione del rifiuto alla sorgente, prevedono il recupero di materia, il recupero di energia e solo quale sistema finale e residuale lo smaltimento in discarica.
Hera gestisce direttamente o tramite società controllate, un parco impiantistico di oltre 70 impianti unico in Italia che permette sia di rispondere in maniera completa e appropriata ai principi Comunitari e Nazionali nella gestione dei rifiuti sia di chiudere l’intero ciclo di gestione dei rifiuti gestiti.
Il parco impiantistico di proprietà del Gruppo contempla impianti di stoccaggio e pretrattamento iniziale, impianti di selezione e recupero dei materiali secchi, impianti di recupero della frazione organica mediante compostaggio, impianti di termovalorizzazione a elevato recupero energetico.
Dato che tutti questi impianti generano nella loro attività di recupero sottoprodotti non riutilizzabili (i cosiddetti sovvalli, le scorie di combustione, polverini di depurazione fumi, percolati ecc.) sono fondamentali anche ulteriori tipologie di impianti. Le discariche permettono lo smaltimento finale. Gli impianti di trattamento chimico-fisico dei rifiuti liquidi permettono (previa depurazione biologica) di restituire all’ambiente le acque depurate mentre quelli per il trattamento dei rifiuti solidi specialmente per i rifiuti pericolosi permettono la loro inertizzazione.
Hera gestisce tutte queste tipologie di impianto fornendo quindi una gestione integrata dei rifiuti.
Avviato l’impianto per il trattamento e la stabilizzazione dei fanghi biologici
Per ridurre lo smaltimento finale in discarica e accelerarne i relativi processi di riempimento, in conformità alle norme europee che favoriscono il riutilizzo in agricoltura dei fanghi prodotti dalla depurazione dei reflui urbani, il Gruppo Hera, attraverso la controllata Sotris S.p.A., ha realizzato un impianto sperimentale di trattamento fanghi attraverso l’utilizzo di prodotti di matrice organica. L’impianto è costituito da 12 celle di stoccaggio di capacità di circa 400 mc/cadauna, aerate da un sistema di ventilazione controllato a distanza, su cui viene depositato il fango miscelato con la lolla di riso in percentuali variabili tra il 10-15% in peso. Con questo impianto il fango stabilizzato raggiunge i parametri fissati dalla normativa per lo spandimento in agricoltura. La sperimentazione avrà una durata di circa 2 anni. In prospettiva si prevede la realizzazione di un impianto di potenzialità superiore che consenta un riutilizzo dei fanghi di depurazione civile ecologicamente ed economicamente compatibile con il sistema.
Negli ultimi anni, inoltre, Hera ha messo in campo diverse iniziative finalizzate alla valorizzazione anche di quelle frazioni che fino a poco tempo fa erano destinate tipicamente alla discarica. Le scorie di combustione vengono sempre più avviate al recupero dei metalli e della parte inerte. I fanghi di depurazione civile vengono utilizzati per produrre prodotti da destinare quali correttivi in agricoltura. La separazione dei prodotti sodici di reazione nella depurazione dei fumi dei termovalorizzatori permette di riutilizzare tali sostanze in cicli produttivi specifici.
| migliaia di t | 2006 | 2007 | 2008 |
|---|---|---|---|
| Rifiuti urbani | 1.583,2 | 1.666,5 | 1.762,5 |
| Rifiuti speciali | 2.791,0 | 2.731,8 | 3.395,7 |
| Totale | 4.374,3 | 4.398,3 | 5.158,2 |
Negli impianti di smaltimento registrati EMAS (che trattano il 39% dei rifiuti smaltiti), i consumi idrici sono stati pari a 241.788 m3 (a parità di perimetro si tratta di una riduzione del 13% rispetto al 2007). In alcuni impianti, parte di questa acqua viene riutilizzata all’interno del ciclo di produzione; nel 2008 l’acqua riutilizzata è stata circa il 54% del totale dell’acqua consumata.
I consumi di reagenti nei termovalorizzatori sono stati pari a 14.063 tonnellate, il 17% in più rispetto all’anno precedente. L’aumento è dovuto all’avvio degli impianti di Ferrara e Forlì che hanno richiesto maggiori quantitativi di reagenti per la fase di messa a punto dei sistemi di depurazione fumi. I nuovi sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto a Forlì richiedono inoltre maggiori quantitativi di soluzione ammoniacale.
Negli impianti di inertizzazione e chimico fisici, sono state consumate 17.447 tonnellate di reagenti chimici.
| migliaia di t | 2006 | 2007 | 2008 |
|---|---|---|---|
| Impianti di separazione | 36,9 | 41,0 | 76,5 |
| Impianti di selezione | 207,5 | 216,6 | 267,4 |
| Termovalorizzatori | 597,6 | 599,1 | 622,6 |
| Impianti di compostaggio | 325,6 | 327,7 | 352,2 |
| Discarica | 1.498,9 | 1.534,7 | 1.597,8 |
| Inertizzazione e chimico fisico | 908,2 | 848,2 | 1.058,1 |
| Impianti di terzi | 799,6 | 831,0 | 1.183,5 |
| Totale | 4.374,3 | 4.398,3 | 5.158,2 |
I dati fanno riferimento ai rifiuti in ingresso negli impianti e quindi possono prevedere duplicazioni. Una parte dei rifiuti trattati negli impianti di selezione, per esempio, può essere smaltita in discarica dopo il trattamento di selezione. Si è provveduto a sottrarre, dai quantitativi trattati negli impianti di separazione, i rifiuti in uscita da tali impianti che sono stati conteggiati negli impianti di destinazione finale.
Lo smaltimento dei rifiuti urbani in Europa
La discarica è ancora la principale modalità di trattamento dei rifiuti urbani in Europa (35% nell’Europa dei 15, dati Eurostat relativi al 2007). In Italia l’utilizzo della discarica è ancora superiore: il 52% dei rifiuti urbani smaltiti nel 2007 è stato conferito in discarica a fronte di un 12% avviato alla termovalorizzazione.
In Europa i paesi che ricorrono maggiormente alla termovalorizzazione sono Danimarca, Svizzera e Svezia con percentuali rispettivamente del 53%, 49% e 46%. In tutti questi paesi, la percentuale di rifiuti avviata a recupero è superiore al 40%, a dimostrazione della possibile coesistenza di sviluppo della termovalorizzazione ed elevata raccolta differenziata.
In Germania, Francia, Austria e Olanda la percentuale dei rifiuti avviati alla termovalorizzazione si attesta tra il 30 e il 35%.
Germania, Olanda e Svizzera hanno già pressoché eliminato il ricorso alla discarica e registrano percentuali inferiori al 2%.
Nell’ottobre del 2008 il Consiglio Europeo ha approvato la nuova direttiva quadro sui rifiuti, già licenziata dal Parlamento Europeo il 17 giugno 2008. Gli Stati membri hanno 24 mesi di tempo per recepirla (termine ultimo il 12 dicembre 2010). L’applicazione pratica della gerarchia dei rifiuti si basa sui seguenti punti: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento. Altri punti salienti della Direttiva: conferma del principio del “chi inquina paga” e maggior efficacia sulla prevenzione dei rifiuti. Al riguardo la direttiva stabilisce che entro cinque anni dall’entrata in vigore della stessa, gli Stati membri adottino programmi di prevenzione dei rifiuti, fissando specifici obiettivi.
Quando si parla di gestione dei rifiuti, capita spesso di circoscrivere il problema ai soli rifiuti urbani, ossia quei rifiuti prodotti dai cittadini, tralasciando quelli che sono i rifiuti prodotti dalle attività commerciali, produttive e industriali.
Questo è in parte legato al fatto che tali rifiuti cosiddetti speciali non sono soggetti alla pianificazione da parte degli enti come i rifiuti urbani e, per questo a volte il loro peso in termine qualitativo e quantitativo viene sottovalutato.
É bene invece chiarire che i rifiuti speciali sono quantitativamente assai più importanti rispetto ai rifiuti urbani. I dati APAT riportavano nel 2005 una produzione in Italia di rifiuti urbani di circa 32,5 milioni di tonnellate, a fronte di una produzione totale di rifiuti di circa 167 milioni di tonnellate.
La quota di rifiuti speciali rappresenta quindi più del triplo di quelli urbani, e, anche se una buona parte di questi è costituita da materiali di demolizioni, è facile capire che una corretta gestione dei rifiuti sul territorio deve considerare anche la loro presenza.
Il nuovo impianto a Modena per il recupero delle scorie da termovalorizzazione.
Attualmente in Italia esistono diverse modalità di gestione delle scorie di combustione che vanno dal loro riutilizzo all’interno del ciclo produttivo dei cementifici (preventivamente trattate), al trattamento per il recupero di ferro e metalli in esse contenuti, allo smaltimento in discarica, ancora largamente utilizzato.
A livello europeo un altro tipo di gestione largamente utilizzato è quello di selezionare dalla scorie una frazione di inerte di granulometria e caratteristiche meccaniche tali da essere utilizzato come sottofondo stradale.
L’impianto realizzato a Modena dalla società Italcic è in grado di recuperare sia le frazioni ferrose e metalliche (alluminio) contenute nelle scorie sia di creare un prodotto dalle caratteristiche idrauliche tali da poter essere utilizzato come sottofondo stradale.
L’impianto è costituito essenzialmente da due sezioni, una prima che ha l’obiettivo di recuperare dalle scorie le frazioni metalliche e di selezionare una granulometria di inerte adatta alla creazione del prodotto finale, una seconda che tramite l’additivazione di loppa d’altoforno, inerti e uno specifico catalizzatore conferisce caratteristiche pozzolaniche al prodotto ottenuto che, una volta posato, inizia un processo di presa che gli conferisce ottime caratteristiche di resistenza meccanica se utilizzato come fondo stradale. Al contempo il prodotto ottenuto (preventivamente deferrizzato e de metallizzato) non rilascia né inquinanti né metalli pesanti e viene sottoposto a test di cessione per la verifica dell’inerzia al rilascio di inquinanti.
Nel 2008 sono state ottenute le autorizzazioni all’esercizio dell’impianto che quindi ha iniziato a trattare le scorie di combustione.
Nel 2009 verranno attivate le autorizzazioni per portare la potenzialità di impianto (oggi autorizzata a 30.400 t/anno di scorie in ingresso) a una potenzialità tale da potere trattare tutte le scorie di combustione prodotte dall’impianto di termovalorizzazione di Modena nella sua configurazione finale dopo ampliamento e revamping.
L’ampliamento degli impianti di smaltimento
Per quanto riguarda l’avanzamento dei progetti relativi ai nuovi impianti di termovalorizzazione di Hera, lo stato di avanzamento relativamente a fine 2008 è il seguente:
Più compost grazie al potenziamento dell’impianto di Voltana
A marzo 2008 è terminato il potenziamento dell’impianto di produzione di compost gestito a Voltana, nel ravennate, da Recupera S.r.l., società del Gruppo Hera.
Il potenziamento, che ha portato ad aumentare la capacità di trattamento rifiuti da 45.000 a 60.000 tonnellate, ha richiesto un investimento pari a oltre 1 milione di euro. Ha consentito di aumentare nel 2008 le quantità di rifiuti trattati (+21%) e di compost prodotto (+18%): una risposta alle esigenze del territorio legate all’aumento dei quantitativi di frazione organica raccolti in modo differenziato.
| migliaia di t | ISO 14001 | EMAS | 2006 | 2007 | 2008 |
|---|---|---|---|---|---|
| Rimini Coriano | x | x | 125,5 | 121,3 | 37,7 |
| Bologna Frullo (Frullo Energia Ambiente) | x | 199,5 | 206,7 | 204,1 | |
| Ferrara Canal Bianco | x | x | 39,5 | 43,2 | 129,3 |
| Forlì Grigioni | x | 50,2 | 44,8 | 68,3 | |
| Ravenna strada Romea km 2,6 | x | x | 46,1 | 47,7 | 49,1 |
| Modena Comparto Area 2 Cavazza | x | 103,7 | 104,2 | 103,5 | |
| Ravenna (Ecologia Ambiente) | x | 33,0 | 31,2 | 30,6 | |
| Totale termovalorizzatori | 597,6 | 599,1 | 622,6 | ||
| Civitella – FC | 17,8 | 33,3 | 17,4 | ||
| Busca – FC | x | x | 132,0 | 131,9 | 117,0 |
| Ravenna str. Romea km 2,6 (1C) | x | x | 235,0 | 196,0 | 203,0 |
| Ravenna strada Romea km 3,8 (2B) | 1,4 | 0,0 | 0,0 | ||
| Ravenna strada Romea km 2,6 (2C) | x | x | 4,2 | 0,0 | 0,0 |
| Lugo – RA | x | x | 10,4 | 0,3 | 0,0 |
| Galliera – BO | x | x | 158,0 | 181,7 | 176,4 |
| Baricella – BO | x | x | 41,9 | 0,0 | 0,0 |
| Tre Monti – Imola | x | x | 242,5 | 266,2 | 237,3 |
| Il Pago Firenzuola – FI | x | 16,8 | 0,0 | 28,6 | |
| Ravenna strada Romea km 2,6 ex2B super (Sotris) | x | x | 19,0 | 16,0 | 2,2 |
| Ravenna strada Romea km 2,6 ex2B super TN (Sotris) | x | x | 67,7 | 63,3 | 75,3 |
| Modena Caruso 1C | x | 198,1 | 201,3 | 322,0 | |
| Modena Caruso 2B | x | 21,5 | 7,5 | 0,0 | |
| Montefiorino – MO | x | x | 2,3 | 0,0 | 0,0 |
| Zocca – MO | 22,8 | 22,6 | 8,8 | ||
| Castelmaggiore - BO (A.S.A.) | x | x | 177,7 | 202,0 | 195,6 |
| S. Agata Bolognese - BO (Nuova Geovis) | x | 9,6 | 12,1 | 5,2 | |
| Cà Asprete (Marche Multiservizi) | x | 94,5 | 112,1 | ||
| Discariche di terzi | 120,5 | 106,0 | 97,0 | ||
| Totale discariche | 1.498,9 | 1.534,7 | 1.597,8 | ||
| Coriano - RN (Akron) | x | 43,6 | 50,2 | 59,2 | |
| Modena (Akron) | x | 0,0 | 0,0 | 30,2 | |
| Mordano - BO (Akron) | x | 47,8 | 53,3 | 55,7 | |
| Lugo-Cotignola - RA (Akron) | x | 52,4 | 61,0 | 74,7 | |
| Ferrara (Ecosfera) | x | 37,0 | 43,7 | 45,3 | |
| Stoccaggi inerti | 14,5 | 0,0 | 0,0 | ||
| Altri impianti Hera | 12,2 | 7,3 | 0,0 | ||
| Altri impianti esterni | 0,0 | 1,1 | 2,2 | ||
| Totale impianti di selezione | 207,5 | 216,6 | 267,4 | ||
| Busca - FC (Romagna Compost) | 10,8 | 13,2 | 14,4 | ||
| S. Agata Bolognese - BO (Nuova Geovis) | x | 139,9 | 127,2 | 124,8 | |
| Ozzano - BO (Nuova Geovis) | x | 4,3 | 19,9 | 24,0 | |
| Voltana di Lugo - RA (Recupera) | x | 33,0 | 39,9 | 48,4 | |
| Rimini Cà Baldacci (Recupera) | x | 34,9 | 37,5 | 40,5 | |
| Ostellato - FE (Recupera) | x | 102,8 | 90,0 | 99,9 | |
| Impianto stabilizzazione CDR (RA) | x | 0,0 | 0,0 | 0,2 | |
| Totale impianti di compostaggio | 325,6 | 327,7 | 352,2 | ||
| Impianto chimico-fisico Forlì | x | x | 27,6 | 24,2 | 25,0 |
| Impianto chimico-fisico-biologico Ravenna | x | x | 170,6 | 190,5 | 191,6 |
| Impianto trattamento fanghi Ravenna | 134,9 | 87,6 | 119,3 | ||
| Impianto chimico-fisico Ravenna Z.I. (Ecologia Ambiente) | x | 51,9 | 55,5 | 235,4 | |
| Impianto chimico-fisico-biologico Alfonsine | x | 17,0 | 13,3 | 1,9 | |
| Impianto chimico-fisico Russi | 4,9 | 0,0 | 0,0 | ||
| Impianto di chimico-fisico-biologico Lugo - RA | x | 97,2 | 84,9 | 70,9 | |
| Impianto di inertizzazione e chimico-fisico ITFI Bologna | x | x | 117,7 | 100,5 | 130,9 |
| Impianto di inertizzazione Ravenna (Sotris) | x | x | 17,0 | 17,2 | 14,2 |
| Impianto chimico-fisico (con piattaforma rifiuti speciali) Ferrara | x | x | 9,9 | 7,9 | 7,0 |
| Impianto chimico-fisico Modena area 2 Cavazza | x | 134,9 | 138,4 | 150,0 | |
| Impianto chimico-fisico Modena area 3 | x | 5,6 | 15,2 | 18,2 | |
| Impianto chimico-fisico Modena CTIDA area 3 | x | 1,7 | 2,0 | 0,3 | |
| Impianto Soliroc Modena | x | 17,1 | 13,3 | 4,9 | |
| Digestore anaerobico Spilamberto | 100,2 | 97,6 | 88,3 | ||
| Impianto di inertizzazione e chimico fisico Modena (CIC) | - | - | 0,3 | ||
| Totale impianti di inertizzazione e chimico-fisico | 908,2 | 848,2 | 1.058,1 | ||
| Produzione CDR Ravenna | x | x | 4,8 | 4,7 | 3,7 |
| Separazione Bologna | x | 2,3 | 0,0 | 0,3 | |
| Separazione Tremonti - Imola (Akron) | x | 29,8 | 36,3 | 67,2 | |
| Separazione Nuova Geovis | x | - | - | 5,2 | |
| Totale impianti di separazione meccanica | 36,9 | 41,0 | 76,5 | ||
| Impianti di terzi | 799,6 | 831,0 | 1.183,5 | ||
| Totale impianti di terzi | 799,6 | 831,0 | 1.183,5 | ||
| Totale | 4.374,3 | 4.398,3 | 5.158,2 |