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La qualità della depurazione

Nel 2008 la gestione del servizio di fognatura e depurazione è stata svolta da Hera tramite le società operative in 168 comuni dell’Emilia-Romagna, in 6 comuni nelle Marche, e nei comuni di Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio in Toscana.
La rete fognaria, di lunghezza pari a circa 12.750 chilometri, è prevalentemente di tipo misto.
Hera gestisce 869 impianti di depurazione di cui 15 con potenzialità superiore a 100.000 abitanti equivalenti.
Nel corso del 2008 sono stati prodotti circa 58 chilogrammi di fanghi per abitante equivalente servito (il dato si riferisce al quantitativo di fango smaltito avente un grado di secco dell'ordine del 18-25%). I fanghi di depurazione sono considerati rifiuti speciali e devono essere gestiti secondo quanto prescritto dal D.Lgs. 152/06.
Per quanto riguarda la possibilità di recuperare parte di fanghi in agricoltura la norma nazionale di riferimento è il D.Lgs. 99/92; prescrizioni particolari per la Regione Emilia-Romagna sono contenute nella delibera n. 2773/03.
I fanghi prodotti sono stati recuperati/smaltiti nel rispetto di tali norme prevalentemente attraverso incenerimento dedicato (circa 28.400 tonnellate), conferimento in discarica (circa 83.000 tonnellate) e reimpiego agronomico diretto o previo compostaggio (38.000 tonnellate). Si segnala che nel 2008 circa 19.000 tonnellate di fanghi sono stati utilizzati per la produzione di biosolfato, un ammendante per l'agricoltura. I fanghi recuperati direttamente in agricoltura sono stati il 2% del totale, in linea con il 2007.
Attraverso Marche Multiservizi il servizio di fognatura e depurazione è gestito anche in 53 comuni delle Marche.

 
Qualità dell'acqua depurata rispetto ai limiti di legge (valori ottimali  100%)
 

L’indicatore è relativo agli impianti con più di 10.000 abitanti equivalenti (i volumi trattati in questi impianti sono pari all’80% del totale dei reflui trattati) ed è calcolato sulla base del rapporto tra la concentrazione misurata di BOD5, COD, SST e azoto ammoniacale e le relative concentrazioni massime ammesse dalla legge. I limiti per l’impianto di Bologna sono diversi rispetto alla normativa: azoto ammoniacale 25 mg/l; BOD5 40 mg/l; COD 160 mg/l; SST 80 mg/l.

I dati relativi alla qualità dell’acqua depurata sono in linea con quelli degli anni precedenti con l’eccezione di Rimini che ha avuto un peggioramento a causa di scarichi anomali in fognatura che hanno compromesso le prestazioni dell’impianto di Coriano nell’ultimo periodo dell’anno (situazione ora risolta).
Il netto miglioramento registrato a Bologna è correlabile in parte (48%) ai nuovi limiti imposti dall'attuale autorizzazione allo scarico per il depuratore di Bologna che tiene conto dei lavori in corso per l'implementazione del sistema di abbattimento dell'azoto e in parte (52%) a un miglioramento delle prestazioni dell’impianto.
L’intervento di miglioramento principale del 2008 ha riguardato i lavori per l’abbattimento dell’azoto presso l’impianto di Bologna. Questo depuratore, con i suoi 900.000 abitanti equivalenti, è il maggiore impianto di depurazione gestito da Hera e gli interventi in corso contribuiranno in maniera significativa a ridurre i carichi di azoto scaricati nell’ambiente. I lavori di ristrutturazione termineranno nel 2011.
I lavori effettuati al depuratore Formellino (Faenza) hanno permesso di migliorare sensibilmente le prestazioni relativamente ai limiti sulle forme azotate.
É inoltre in corso un intervento di ampliamento e adeguamento presso l’impianto di Lugo (RA) che consentirà il rispetto dei limiti previsti dalla normativa per i parametri azoto e fosforo; l’impianto ha una potenzialità di 270.000 abitanti equivalenti e i lavori termineranno nel 2012.
L’intervento sull’impianto di Modena è in parte concluso (separazione dei sedimentatori primari realizzata), la modifica e l’adeguamento della linea 1 saranno realizzati nel 2009.
Sono in fase di ultimazione le progettazioni per l’adeguamento al rispetto dei limiti di azoto totale per gli impianti di Forlì (250.000 AE, fine lavori nel 2010), Cesenatico (120.000 AE, fine lavori nel 2010), Riccione (180.000 AE, fine lavori nel 2011), Modena (500.000 AE, fine lavori nel 2010).
Complessivamente sono in corso o pianificati interventi di adeguamento in 40 impianti di depurazione (limitatamente a quelli con più di 2.000 abitanti equivalenti) e tenuto conto degli interventi previsti nelle pianificazioni d’ambito questa tipologia di impianti dovrebbero risultare sostanzialmente adeguata alle disposizioni della Delibera Regionale 2241/05.

In rinnovamento il depuratore di Riolo Terme

Sono iniziati nell’estate 2008 e termineranno nella primavera del 2009 i lavori di Hera Imola-Faenza per l’adeguamento e potenziamento del depuratore del Comune di Riolo Terme. Il progetto si inserisce nell’ambito di un piano di intervento pluriennale impostato da Hera Imola-Faenza, in accordo con l’Agenzia di ATO 7, per adeguare le strutture di depurazione nell’intero territorio servito e avrà un costo di 280.000 euro remunerati attraverso la tariffa dell’acqua. Tra le finalità dell’intervento progettato dai tecnici di Hera Imola-Faenza ci sono l’adeguamento della struttura di depurazione comunale all’evoluzione della normativa nazionale in materia di depurazione delle acque reflue, il miglioramento dell’affidabilità del suo funzionamento, la minimizzazione dell’impatto ambientale e la sicurezza dell’impianto e del personale addetto per limitare il rischio di incidenti sul lavoro.

 

Relativamente ai reflui trattati in piccoli depuratori a servizio di aree extraurbane (inferiori a 2.000 AE), impianti spesso realizzati diversi anni fa in cui oggi giungono più consistenti reflui domestici e industriali, sono necessari diversi interventi di potenziamento e ristrutturazione.
L’adeguamento di questi impianti procede nel rispetto dei piani d’investimento definiti dalle Agenzie di ATO, sulla base delle risorse rese disponibili dalla tariffa del Servizio Idrico Integrato e degli altri vincoli della pianificazione d’ambito.
Per gli agglomerati più piccoli (meno di 200 AE) è ancora in corso una ricognizione da parte delle Province per stabilire le priorità di intervento e i livelli di trattamento.

Nuove sperimentazioni nei depuratori di Hera Ravenna

Al decollo tre progetti di ricerca volti a migliorare i processi di ulteriore “demolizione” di materiali inquinanti che derivano dal processo di depurazione delle acque. Presso il depuratore di Cervia sono stati installati 31 misuratori di consumo energetico su altrettanti punti strategici del processo, che permettono una verifica puntuale, anche da postazioni remote, volta a individuare possibilità di ottimizzare il processo e indirizzare le future scelte sulle migliori tecnologie da installare. A Fusignano è stato installato un fermentatore che, alimentato di particolari batteri selezionati, permette di migliorare il processo riducendo il fabbisogno di ossigeno e la quantità di fanghi da estrarre. Sarà installato infine entro la primavera 2009 presso il depuratore di Bagnacavallo un impianto pilota di codigestione per fanghi di depurazione e frazione organica da rifiuti solidi urbani. Si tratta di un biodigestore che può lavorare a temperature progressivamente differenziate e con matrici particolarmente ricche di inquinanti, restituendo grandi quantità di biogas per la produzione di energia e di prodotto fertilizzante.

 

Concentrazioni medie annue dei principali impianti (2008)
mg/lCorpo idrico di recapito delle acque depurateCOD (limite: 125 mg/l) BOD5 (limite: 25 mg/l)SST (limite: 35 mg/l)Azoto ammoniacale (limite: 15 mg/l)Volumi trattati (migliaia di m3)
IDAR (Bologna)Canale Navile36,27,010,611,248.138
Anzola (BO)Scolo Sanguinettola Bassa oppure Scolo Lavinello29,06,211,36,1962
Calderara (BO)Scolo Dosolo33,07,29,10,81.213
Ozzano (BO)Rio Marzano29,05,99,61,9563
S. Giovanni (BO)Fiume Reno39,46,514,43,9649
Gramicia Ferrara (FE)Po di Volano45,013,410,51,817.263
Cesena (FC)Rio Granarolo18,04,95,80,85.431
Cesenatico (FC)Scolo Madonnina33,38,68,91,83.550
Forlì (FC)Scolo Cerchia29,77,611,84,512.752
Savignano (FC)Fiume Rubicone28,87,27,94,65.174
Faenza Formellino (RA)Fiume Lamone67,38,921,90,96.548
Imola Santerno (BO)Fiume Santerno35,73,946,52,95.749
Modena (MO)Canale Naviglio28,25,114,42,332.380
Ravenna (RA)Canale consortile Cupa e Scolo Fagiolo29,14,98,41,015.200
Alfonsine (RA)Scolo Sabbioni38,63,26,91,43.156
Bagnacavallo (RA)Scolo Cappuccine27,74,07,11,41.180
Cervia (RA)Canale consortile Cupa25,62,43,92,25.466
Lido di Classe (RA)Canale Pergami18,22,05,71,81.196
Lugo (RA)Scolo Arginello50,610,09,63,75.995
Marina di Ravenna (RA)Scolo Piombone28,64,411,50,91.261
Russi (RA)Scolo Pisinello22,21,84,30,61.483
Rimini Marecchiese (RN)Fiume Marecchia22,95,57,44,710.598
Rimini S. Giustina (RN)Fiume Marecchia29,56,47,51,111.961
Riccione (RN)Rio Marano26,26,58,52,35.962
Cattolica (RN)Torrente Ventina28,56,29,43,25.704
Bellaria Igea Marina (RN)Fiume Uso28,46,29,87,52.775
Pesaro Borgheria (PU)Fiume Foglia33,35,59,33,56.876
 Totale volumi trattati    219.185

Il volume trattato negli impianti indicati in tabella è pari al 77% del totale dei reflui trattati.

 

Per i 26 impianti di depurazione maggiormente significativi (selezionati tra quelli con potenzialità di trattamento maggiore di 10.000 abitanti equivalenti) si riportano in tabella i parametri più rappresentativi della caratterizzazione del refluo trattato e in particolare: COD e azoto ammoniacale sono indicatori delle concentrazioni degli inquinanti tipicamente presenti nelle acque reflue urbane mentre il BOD è in relazione con il carico inquinante biodegradabile.
I risultati analitici per i parametri indicati non mostrano significative variazioni rispetto agli anni precedenti e si mantengono sempre notevolmente inferiori ai limiti di legge.
Si sottolinea che per l’impianto di Imola Santerno dove è presente un lagunaggio finale il limite per gli SST è pari a 150 mg/l e i valori sono riferiti a campioni filtrati; in questo impianto il trend di crescita apparente degli SST non ha significato statistico essendo un parametro fortemente connesso allo stato del sistema di fitodepurazione.

La fitodepurazione


La fitodepurazione è un processo depurativo terziario finalizzato all’ulteriore trattamento di acque che hanno già subito il trattamento secondario, ottenuto con un “ecosistema filtro” costituito da stagni biologici e vegetazione macrofita.
In questi sistemi il ruolo delle piante è fondamentale (da qui il termine fitodepurazione) per la rimozione di alcuni inquinanti ancora contenuti, seppure in misura ridotta, nelle acque di scarico depurate con trattamenti secondari: solidi sospesi, sostanze organiche, azoto, fosforo, virus e batteri, metalli pesanti. La fitodepurazione contribuisce inoltre al recupero di aree marginali, creando ambienti e paesaggi naturali, esteticamente piacevoli, scelti spesso quale rifugio da diverse specie di uccelli, anfibi e rettili.
Hera gestisce diversi impianti di fitodepurazione. Si segnala l’inaugurazione nel luglio 2008 del nuovo impianto di Gemmano (RN), che ha una potenzialità di 160 abitanti equivalenti. Nel 2008 è stato inoltre progettato un impianto di fitodepurazione da realizzarsi presso la località di S. Maria in Fabriago (Lugo - RA). L’impianto, che occuperà una superficie di circa 5.000 mq, è dimensionato per servire un abitato di circa 700 residenti.