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La produzione e la distribuzione di acqua

Hera preleva l’acqua grezza destinata al trattamento e alla distribuzione attraverso la rete di acquedotto da diverse fonti di approvvigionamento: gran parte del prelievo avviene da falde sotterranee o corsi d’acqua superficiali, mentre la restante parte è prelevata da sorgenti o acquistata da terzi. Il maggiore fornitore di acqua all’ingrosso è Romagna Acque - Società delle Fonti S.p.A. che, nella zona romagnola, fornisce acqua raccolta nel bacino di Ridracoli e potabilizzata presso l’impianto di Capaccio, a Santa Sofia (FC).
L’acqua grezza prelevata viene potabilizzata con trattamenti individuati in funzione delle sue caratteristiche chimico-fisiche: si passa da processi chimico-fisici spinti, effettuati di norma su acque di origine superficiale (eliminazione dei solidi sospesi, separazione dei microinquinanti presenti, eliminazione dei patogeni e dei microrganismi), alla filtrazione e disinfezione effettuata su acque provenienti da pozzi profondi e sorgenti che presentano in genere buone caratteristiche fin dal prelievo e consentono trattamenti più semplici.
I trattamenti effettuati garantiscono che l’acqua distribuita abbia caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche idonee al consumo umano, nel costante rispetto dei limiti della normativa vigente.

 
 
Acqua immessa in rete per fonte di approvvigionamento
migliaia di m3200620072008
Falda139.620153.892150.751
Acque superficiali149.153159.088169.416
 di cui acquistata64.27551.20162.345
Sorgenti e fonti minori13.20112.23822.339
 di cui acquistata1.0321.2212.236
Totale301.975325.219342.505

I dati comprendono sia l’acquedotto civile sia l’acquedotto industriale (quest’ultimo è presente nelle Società Operative Territoriali di Forlì-Cesena, Imola-Faenza e Ravenna e incide per circa l’1,5% sul totale).

I dati esposti evidenziano un aumento complessivo del volume d'acqua immesso in rete (+5,3% rispetto al 2007) dovuto all'ampliamento del territorio servito a Modena e Pesaro. Negli altri territori si registra invece un calo dell'immesso in rete dell'1,7% rispetto al 2007. Anche considerando il solo acquedotto civile si registra, a parità di perimetro, una riduzione dell’acqua immessa in rete dell’1,5% rispetto al 2007.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle fonti d'approvvigionamento si registra un consistente aumento dell'uso di acque superficiali cui corrisponde una pressoché speculare  diminuzione del prelievo da falda per effetto della maggiore disponibilità idrologica naturale delle fonti superficiale, con particolare riferimento alle acque del torrente Setta per Bologna e alle forniture dell'Acquedotto della Romagna (invaso di Ridracoli) per le province romagnole.
Nel 2008 la percentuale di acqua prelevata da falda è stata del 44% rispetto al 47,3% del 2007.

Software italiano, hardware israeliano … per il risparmio idrico

Per dar vita a una moderna strategia di riduzione delle perdite, Hera Rimini ha avviato nel 2008 un progetto di modellazione e distrettualizzazione della rete idrica che contribuirà ad abbassare ulteriormente la percentuale delle perdite idriche della rete della provincia di Rimini. Il progetto, destinato a una prima sperimentazione nel comune di Riccione, è stato presentato a marzo 2008 in un convegno organizzato in collaborazione con lo studio EHS S.r.l. e con BERMAD Water Control Solutions, ditta israeliana con uffici in tutto il mondo che ha al suo attivo importanti realizzazioni nel campo della distrettualizzazione delle reti in altre località turistiche. Grazie al controllo in continuo e alla migliore gestione della pressione d’esercizio, si ridurranno le perdite di circa 570mila metri cubi, circa 25 litri al secondo altrimenti persi e si risparmieranno in termini di minori costi di riparazione delle condotte, circa 250mila euro all’anno.

 
Acqua immessa in rete per fonte di approvvigionamento e territorio (2008)
migliaia di m3Territorio di Hera BolognaTerritorio di Hera FerraraTerritorio di Hera Forlì-CesenaTerritorio di Hera Imola-FaenzaTerritorio di Hera ModenaTerritorio di Hera RavennaTerritorio di Hera RiminiTerritorio di Marche Multiservizi
Falda47.5578.10710.5548.81944.500425.1056.106
Acque superficiali41.52621.62622.69014.06685132.56116.35519.740
 di cui acquistata0020.71212.066015.61413.9530
Sorgenti e fonti minori3.775562.4741.2447.07201.6906.020
 di cui acquistata856002.172000
Totale92.86629.78935.71824.12952.42332.56543.15031.866

I dati comprendono sia l’acquedotto civile sia l’acquedotto industriale (quest’ultimo presente nelle società territoriali di Forlì-Cesena, Imola-Faenza e Ravenna).

Il collegamento Reno – Setta a Sasso Marconi per diminuire i prelievi da falda

L’opera, costituita da una tubazione di acciaio del diametro di 1,4 metri lunga oltre 4 km, e da un’opera di presa sul Reno, collegherà il fiume alla centrale di potabilizzazione di Val di Setta consentendo di far arrivare più acqua di superficie all’impianto, evitando l’emungimento di questi volumi di acqua dai campi pozzi di pianura (che attingono dalle falde profonde) e riducendo così il fenomeno della subsidenza. Ciò dovrebbe garantire, a partire dall’estate 2009, l'approvvigionamento idrico del bolognese con un maggior impiego di acqua di superficie.
Le stime attuali dimensionano in circa sei milioni di metri cubi all’anno il possibile prelievo di acqua dal fiume Reno in sostituzione di acqua di falda, sette-otto punti percentuali sul totale di acqua prelevata dall’ambiente per il sistema acquedottistico bolognese: è in corso una conferenza dei servizi per la definizione delle modalità di prelievo dai due corpi idrici superficiali (torrente Setta e fiume Reno). La realizzazione dell’opera ha richiesto un investimento di circa 22 milioni di euro di cui 21 a carico di Autostrade S.p.A. nell’ambito dei lavori per la variante di valico autostradale articolati in circa tre anni di lavori.

 

La rete di distribuzione si sviluppa per 30.531 chilometri (includendo Marche Multiservizi che conta 4.227 chilometri di rete) ed è, ove possibile, interconnessa e collegata al fine di garantire continuità nell’erogazione anche in caso di presenza di interruzioni temporanee su una o più condotte.

Composizione della rete idrica
 200620072008
Materiale plastico49,5%51,4%52,4%
Cemento amianto25,6%24,1%22,0%
Acciaio16,6%16,3%17,7%
Ghisa6,0%6,4%5,9%
Altri materiali2,3%1,8%1,9%
Totale100,0%100,0%100,0%

La composizione per materiali della rete idrica è sostanzialmente stabile. La riduzione percentuale della rete di cemento amianto per l'intero Gruppo è dovuta principalmente al fatto che nelle reti di nuova acquisizione di Marche Multiservizi il cemento amianto è presente in maniera residuale; alla riduzione contribuisce anche il fatto che le nuove reti e i rifacimenti di quelle esistenti vengono realizzati con altri materiali.

Acqua non fatturata (perdite fisiche e amministrative dell’acquedotto civile)
 200620072008*
Percentuale di acqua non fatturata (Gruppo Hera)25,4%25,3%25,5%
Percentuale di acqua non fatturata (Gruppo Hera escluso Hera Modena e Marche Multiservizi)25,2%23,8%24,0%

* Dati provvisori

Che cosa si intende per acqua non fatturata

La percentuale di acqua non fatturata rispetto all’acqua immessa in rete è dovuta a perdite fisiche o reali (dovute a rotture di condotte od organi idraulici, ecc.) e a perdite amministrative o apparenti (errori di misurazione dei contatori, errori nella stima del consumo presunto al 31 dicembre, autoconsumi non rilevati, consumi abusivi); queste ultime si traducono in acqua che viene effettivamente consegnata al cliente finale ma che non viene conteggiata e quindi fatturata.

 

Fino al 2006 le perdite di rete erano calcolate come differenza tra l'acqua immessa nella rete dell'acquedotto nell'arco dell'anno e l'acqua contabilizzata come erogata ai clienti nello stesso periodo: quest'ultimo dato era stimato al 31 dicembre di ogni anno sulla base dei consumi storici dei clienti non essendo possibile effettuare un'unica lettura al 31 dicembre di tutti i contatori. Tale stima era poi integrata per tenere conto della corretta competenza del venduto ai clienti al 31 dicembre dell'anno precedente calcolata a valle della lettura di tutti i contatori.
Tale metodologia di calcolo da un lato consentiva la perfetta coerenza con i ricavi contabilizzati nel bilancio civilistico di ciascun anno, ma dall'altro era frutto di un disallineamento tra il dato relativo all'acqua fatturata e l'immesso in rete di ogni anno.
Per ovviare a tale problema a partire dal 2007 viene calcolato in modo più puntuale il dato delle perdite di rete imputando le rettifiche derivanti dalle letture dei contatori nell'anno di competenza e garantendo così la perfetta confrontabilità tra acqua venduta e il relativo dato di immesso in rete di ciascun anno. Va da sé che è possibile calcolare il dato di consuntivo dell'anno con questa nuova impostazione solo dopo circa 4-6 mesi dalla chiusura del bilancio, ovvero dopo la lettura di tutti i contatori. Per tale motivo si riporta il dato relativo ai soli anni 2006 e 2007, unici anni per i quale è stato possibile applicare questa nuova metodologia di calcolo. Ne risulta un dato per l’anno 2007 pari al 25,3% a fronte di una media nazionale del 35% (Rapporto sul Servizio idrico integrato redatto dall’Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva nel 2008).
Il dato stimato relativo al 2008 è pari a 25,5%. Tale dato sarà rettificato il prossimo anno per tenere conto della effettiva competenza calcolata nel corso del 2009 dopo la lettura di tutti i contatori.
Nella tabella sopra riportata viene indicato anche il dato dell’acqua non fatturata escludendo i territori nei quali nel 2008 sono intervenute variazioni di perimetro (territorio ex Sat a Modena e territorio ex Megas a Pesaro). Ciò consente anche di isolare i territori nei quali il calcolo dell’acqua non fatturata viene effettuato con lo stesso sistema informativo da almeno due anni. Si ritiene quindi più significativo il confronto dei dati di questa seconda serie storica che evidenzia una diminuzione di circa un punto percentuale rispetto al 2006.

L’acqua non fatturata in Italia

l'acqua non fatturata

Nella ricerca pubblicata nel 2009 dall’ufficio studi di Mediobanca sulle società controllate dai maggiori Comuni italiani è riportato il confronto rispetto all’acqua non fatturata per chilometro di rete. Più lunga è la rete gestita, più complesso è contenere il fenomeno delle perdite fisiche. Pertanto per confrontare aziende diverse è opportuno tenere conto della lunghezza della rete. Hera, grazie a perdite contenute e una rete gestita molto vasta, ottiene la migliore performance tra le dieci aziende considerate (8,8 metri cubi per chilometro al giorno).

 


L’ulteriore avanzamento del processo di distrettualizzazione della rete, affiancato a una minuziosa riduzione della pressione di esercizio e all’utilizzo dei modelli matematici e degli strumenti tecnologici più avanzati per la ricerca delle perdite, ha consentito di ridurre ancora l’ammontare dell’acqua non fatturata presso Hera Ferrara, portandola al 32,5%. Analogamente prosegue la distrettualizzazione della rete del comune di Modena che, in parallelo alla riduzione della pressione di esercizio e a un importante intervento di sostituzione di condotte e allacciamenti nel comune di Spilamberto (MO), ha portato alla riduzione dell’acqua non fatturata di circa 2,5 punti percentuali presso Hera Modena.
Per quanto riguarda Hera Bologna, alle tre macroaree a pressione ridotta (nord, sud, ovest) si aggiungerà nel 2009 il distretto a pressione ridotta di Castel Maggiore.
Continuano in tutto il territorio le ormai consolidate attività di ricerca programmata delle dispersioni, nonché l’attento monitoraggio delle portate minime notturne in uscita dai serbatoi di accumulo. 
Tutte le società territoriali del Gruppo Hera, come le maggiori multiutility al mondo, utilizzano ormai il più evoluto software di modellazione matematica delle reti presente sul mercato. Alla luce di ciò, l’attuazione dei progetti di distrettualizzazione delle reti gestite da Hera Rimini ed Hera Ravenna è stata posticipata al 2009, per verificare in dettaglio le conseguenze del nuovo assetto dei sistemi e determinarne un’ottimizzazione ancora più efficace. La modellazione delle reti ha dunque ricevuto un ulteriore impulso arrivando a coprire il 72% circa dell’intero sistema.
Grazie alla proficua collaborazione con il Gruppo Perdite della Regione Emilia-Romagna, ove le utility emiliano-romagnole, la Facoltà di Ingegneria di Bologna e l’Assessorato all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna mettono a confronto le proprie esperienze in tema di perdite idriche, è stato avviato un dialogo con l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas nel tentativo di ottenere Titoli di Efficienza Energetica per i progetti ove si è conseguito risparmio energetico in seguito alla riduzione delle perdite.
La rendicontazione dei volumi utilizzati per scopi tecnici (lavaggio condotte, lavaggio strade, ecc.) è ormai adottata da tutte le società territoriali grazie alla predisposizione di un’apposita modulistica. Prosegue l’installazione di misuratori di portata nei punti non ancora monitorati e la sostituzione dei vecchi misuratori con nuovi contatori magnetici.
Conseguentemente, i bilanci idrici sono sempre più precisi e dettagliati.
Continua dunque la profusione di energie da parte del Gruppo Hera per la riduzione e il monitoraggio delle perdite idriche, con le tecnologie e le metodologie più avanzate indicate dalla massima autorità mondiale in tema di perdite: l’International Water Association (IWA).
A tal proposito, il Gruppo Perdite della Regione Emilia-Romagna sta svolgendo uno studio applicato a due distretti campione nel territorio di Hera Ferrara, con lo scopo di determinare il Livello Economico di Perdita per tali distretti, ossia il livello di perdite raggiunto il quale diventa sconveniente investire ulteriormente per la riduzione. I risultati di tale studio saranno disponibili nel corso del 2009 e, una volta raccolti i dati necessari, sarà possibile svolgere la stessa analisi per l’intero sistema gestito dal Gruppo Hera, in modo tale da determinare il Livello Economico di Perdita complessivo e l’esatto ammontare delle risorse da destinare alla riduzione delle perdite.

Successo di Hera Ferrara contro le perdite della rete idrica

Con la fine del 2008 si è concluso il primo triennio del Piano per la Ricerca e la Riduzione delle Perdite Idriche attivato per la riduzione della perdite d’acqua immessa nella rete di distribuzione. Con questo piano, approvato da ATO6, Hera Ferrara ha ridotto le perdite di rete di oltre 5 punti percentuali. Nel 2008 il quantitativo di acqua immesso in rete rispetto al 2005 si è ridotto di 2,8 milioni di metri cubi. In tre anni sono stati monitorati circa 700 km di condotte idriche, con un investimento di oltre 1,8 milioni di euro, ed è stato controllato circa l’80% della rete idrica gestita attraverso la creazione e il monitoraggio di 22 distretti idrici.